Da un po’ di tempo, ormai, tra gli italiani in Svizzera e nel loro mondo associativo l’argomento principale di discussione è diventato “il fisco”. Quantomeno per coloro che possiedono in Italia dei beni mobili (conti bancari/postali; investimenti finanziari come, per esempio, Buoni fruttiferi; polizze sulla vita; pensioni italiane o di altri Paesi terzi), oppure dei beni immobili (case e/o terreni). Ovvero nella comunità italiana ci si sta domandando e preoccupando di come fare se non si sono mai dichiarati al fisco locale i beni posseduti in Italia, magari in tutta buona fede, pensando che questi loro beni non dovessero essere dichiarati anche al fisco elvetico essendo ritenuti già tassati in Italia. Anche se di questi obblighi nei confronti del fisco elvetico la comunità italiana doveva essere perfettamente a conoscenza visto che, fin dal lontano 1976, è in vigore tra la Confederazione e l’Italia una Convenzione per evitare le doppie imposizioni fiscali.


Adesso, dopo gli ultimi accordi fiscali entrati in vigore tra la Svizzera e l’Italia (che prevedono lo scambio automatico di informazioni), il clamore che questi accordi hanno avuto nei media locali, nonché per la diffusa campagna informativa messa in atto dalla Uim e dall’Ital Uil tra la comunità italiana, in molti ci si è resi conto che questi beni, pur posseduti fuori dalla Confederazione, devono essere comunque dichiarati anche al fisco elvetico.


Per fortuna, come già abbiamo avuto modo di ricordare in passato anche in questa rubrica, in Svizzera è in vigore la mini amnistia fiscale introdotta nel 2010. Pertanto le persone interessate, qualora se ne volessero avvalere autodenunciandosi spontaneamente alle autorità fiscali, eviteranno una denuncia per frode (reato penale) e non incorreranno in una multa. A loro si applicherebbe il semplice recupero ordinario di imposta e gli interessi di mora con una retroattività per dieci anni al massimo. Mentre, se il possesso di questi beni fosse stato nascosto al fisco elvetico da un familiare defunto, il recupero dell’imposta sugli anni precedenti e gli interessi di mora saranno riscossi a carico degli eredi solo per gli ultimi 3 anni (non più per 10 anni) che precedono l’anno del decesso del dante causa. Dal 2010 ad oggi nella Confederazione si sarebbero avvalse di questa mini amnistia circa 30.000 persone (autodenunce record nel 2016 si sono avute a Zurigo dove sono state 2.100, 600 in più dell’anno precedente; più di 2.000 anche a Ginevra mentre in Ticino si sono verificati 963 casi) facendo emergere valori patrimoniali per poco meno di 15 miliardi di franchi. Ovviamente l’aver taciuto al fisco svizzero beni patrimoniali e/o redditi di una certa importanza potrà causare grossi problemi a coloro che sono al beneficio (o che ne hanno beneficiato in un recente passato) di prestazioni sociali condizionate a un determinato limite di reddito come, per esempio, le prestazioni complementari all’Avs-Ai.

Pubblicato il 

24.05.17..
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