La crisi finanziaria incombe e gli ultimi dati di dicembre sulla disoccupazione lo confermano ulteriormente. Nonostante i numeri preoccupanti, non sembra che la classe politica sotto la cupola di Palazzo federale se ne stia accorgendo. Da un'ala del Parlamento gli attacchi allo Stato sociale si fanno sempre più duri e numerosi.
Durante l'ultima sessione invernale, le Camere federali hanno approvato la quarta revisione dell'assicurazione disoccupazione.
Le condizioni per avere diritto alla disoccupazione sono cambiate, non in meglio, ma in peggio purtroppo, nonostante il tasso continui a salire. E chi è toccato in primis da questi cambiamenti? I giovani ed i disoccupati di lunga durata, vale a dire i due anelli più deboli della catena. Sembra incredibile, ma purtroppo è la realtà. Chi avrà contribuito per meno di dodici mesi al fondo di disoccupazione, avrà diritto a 260 indennità giornaliere contro le attuali 400. Si avrà diritto alle 400 indennità avendo pagato il fondo per diciotto mesi. Inoltre fino a 25 anni, i disoccupati senza figli a carico percepiranno unicamente 130 indennità, indipendentemente dalla durata dei contributi versati e per gli studenti che non troveranno un'occupazione al termine della loro formazione unicamente a 90 indennità.
Dunque i giovani potrebbero di fatto essere doppiamente penalizzati: prima per questa assurda revisione della Legge sull'assicurazione disoccu-
pazione e successivamente quando andranno in pensione. Questo perché il prossimo 7 marzo saremo chiamati a votare sulla riduzione del tasso di conversione della previdenza professionale (secondo pilastro).
Cosa significa per le lavoratrici ed i lavoratori se dovesse passare la modifica della legge federale sulla previdenza professionale?
Una perdita di decine di migliaia di franchi pro capite. In sostanza, già nel 2003 era stato deciso di ridurre progressivamente entro il 2014 il tasso di conversione dal 7,2 per cento al 6,8 per cento. La proposta attuale é di abbassarlo addirittura al 6,4 per cento, dunque per 100 mila franchi di capitale non si avrà più diritto a 7 mila 200 franchi, ma solo a 6 mila 400 franchi di rendita all'anno.
Inoltre dal 2003 è stato pure abbassato il tasso d'interesse sull'avere di vecchiaia, che dal 4 per cento è sceso progressivamente al 2 per cento nel 2009. Questo va unicamente a favore delle compagnie assicurative per aumentare i loro utili, ma a scapito dei lavoratori e delle lavoratrici.
Con questo agire non si rispetta più il principio iniziale del secondo pilastro, vale a dire garantire a tutti i pensionati di vivere in modo dignitoso. Questo problema tocca le persone anziane oggi, ma coinvolgerà – nel futuro – le giovani generazioni di oggi, che andranno in pensione fra 20-30 anni. Dunque un doppio schiaffo dalla Berna federale! Sono convinta che i giovani sapranno sicuramente cosa votare il prossimo 7 marzo.

Pubblicato il 

12.02.10..

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