Complice una fastidiosa malattia presa mentre mi trovavo in Toscana (che mi ha costretto per diversi giorni a rimanere prigioniero delle mura domestiche), mi sono accorto che in Italia c’è un’incredibile sovrabbondanza d'informazioni di carattere politico che, probabilmente, non ha eguali in nessun altro Paese europeo. Tralasciando la carta stampata e la radio, basta pensare a quello che trasmettono le varie reti televisive italiane. Innanzitutto ogni rete ha i suoi telegiornali quotidiani mandati in onda ogni mezz’ora: le notizie vengono a volte ripetute più volte nell’arco della giornata, per cui non esiste assolutamente il rischio di perdersi niente.


Ai Tg si aggiungono i programmi di approfondimento politico ai quali partecipano abitualmente i soliti giornalisti e politici di questo circo mediatico che solo recentemente si è rinnovato e ringiovanito in qualche personaggio. Programmi di approfondimento che si iniziano il mattino presto con La7 che, da lunedì a sabato, apre con Omnibus per proseguire con Coffee Break e L’aria che tira. In contemporanea Rai3 trasmette Agorà mentre Rai1, nel suo contenitore Unomattina dedica ampi spazi alle notizie e agli approfondimenti politici come nell’altro suo contenitore pomeridiano La vita in diretta. Per non essere da meno (e ci mancherebbe vivendo in regime di concorrenza), Canale5 offre lo stesso servizio con Mattino cinque e Pomeriggio cinque.
Naturalmente l’approfondimento politico non può mancare nella fascia oraria pre-serale: La7 offre dal lunedì al venerdì Otto e mezzo (che nel fine settimana viene sostituito da In onda), il lunedì sera è il turno di Piazza pulita, il giovedì di Servizio pubblico e il venerdì in seconda serata di Zeta. Rai1 manda in onda la domenica pomeriggio L’arena e dal lunedì al giovedì, in seconda serata, Porta a porta. Mentre Rai2 presenta ogni venerdì in seconda serata L’ultima parola, e infine Rai3 alla domenica pomeriggio trasmette In mezz’ora, la sera Presa diretta e al martedì sera Ballarò, senza dimenticare il Tg Linea notte che va in onda in tarda serata dal lunedì al venerdì. Tra le reti di Mediaset abbiamo poi Rete4 che il lunedì  presenta Quinta colonna. A tutti questi programmi (certamente ne avrò dimenticato qualcuno) aggiungiamo gli “speciali” che le varie reti presentano in determinate occasioni quando l’attualità politica lo impone.


In un Paese con un diluvio d’informazioni politiche di questa portata, l’elettorato dovrebbe essere in condizione di decidere con grande cognizione di causa a chi dare il proprio voto nel momento delle elezioni. Invece l’assurdo (ovviamente a mio avviso) è che dopo 20 anni gli elettori italiani, come attestano i risultati delle recenti votazioni politiche, credono ancora a Silvio Berlusconi e alle sue promesse da marinaio (rimborso dell’Imu incluso); oppure di poter risolvere i problemi del Paese dando la fiducia al “salvatore della patria” di turno (Beppe Grillo), dopo aver creduto in passato a Leoluca Orlando, Mario Segni e Antonio Di Pietro.


Forse la spiegazione di tutto questo l’ha data il giornalista e scrittore Beppe Severgnini nel suo recente libro La pancia degli italiani: in Italia coloro che leggono abitualmente i quotidiani e seguono gli approfondimenti politici sono sempre i soliti cinque milioni . Troppo pochi? Evidentemente sì.

Pubblicato il 

02.05.13..
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