L’ iniziativa 1:12 ha un grande merito, quello di riaprire il discorso sui rapporti fra società ed economia. E lo fa, ulteriore grande merito, ponendo la questione sul piano politico immediatamente partecipativo della democrazia diretta. L’autonomia della sfera economica, questa invenzione storica che si cristallizza e quasi si naturalizza nell’ideologia del mercato autoregolato, per un suo aspetto non secondario, con l’iniziativa viene rimessa nelle mani di una decisione politica, fatta dipendere da una azione popolare di carattere critico e regolativo.

 

Il successo, anche questa volta, inutile nasconderlo, sarà difficile… considerando che di fatto, in Svizzera forse ancor più che altrove, non solo la società, ma la vita stessa è pensata, amministrata e vissuta sempre più come una sorta di dimensione accessoria rispetto alla dimensione economica totale e alla logica a una sola dimensione del mercato. Il quanto guadagni è insomma assunto sempre più come il carattere fondamentale dell’identità, e ciò avviene anche perché effettivamente “il capitalismo serve essenzialmente all’appagamento delle stesse ansie, pene e inquietudini alle quali un tempo davano risposta le cosiddette religioni ”(W. Benjamin). Il guadagno forma l’anima, la consacra con la riproducibilità del capitale… anche per questo la visione di una casta superpagata, malgrado tutto, può risultare appagante in termini proiettivi, ossia in termini emotivi profondamente irrazionali, come del resto è sempre avvenuto con illusioni, caste e gerarchie religiose… al culto della immortale ricchezza, anche nel mondo cattolico, siamo effettivamente stati educati non da ieri!

 

D’altra parte, i valori sociali, esistenziali, morali, e culturali non contano pressoché più nulla, restano come gusci vuoti impotenti ad orientare l’agire politico-amministrativo, che è ritenuto sensato, opportuno e realistico soltanto se pragmatico. Ma che cosa significa “realistico” e “pragmatico”? A ben vedere non significa altro che legittimato in termini di razionalità economica, economicamente salvo, ossia privo di colpe-debiti… di nuovo a dettare il criterio è esclusivamente la “verità” della teologia politica del dio denaro! Di conseguenza, benché, come attestato in ambito storico e antropologico, dovrebbe piuttosto essere l’economia a essere “immersa” nei rapporti sociali (K. Polanyi), qui si assume come razionale un mondo alla rovescia, nel cui ambito i rapporti sociali e le forme della cultura, nonché gli status individuali, sono decisi e gerarchizzati da quelli economici, finendo anche per accreditare in termini di talento e merito, versioni secolarizzate di una visione religiosa del dovere, il successo di tipo strategico-calcolatore del Superuomo economicus, scientemente assolutamente al di là del bene e del male.

 

Dunque, si diceva, il successo di un’iniziativa desacralizzante come l’1:12 non sarà facile, ma la posta in gioco è forte: si tratta di contribuire a reinserire l’economia nei rapporti sociali, ossia di cominciare a riportarla sulla terra, vincolando gli aumenti delle élite magiche alla redistribuzione, correggendone perlomeno alcuni deliri “numinosi” (che parlano di rapporti quali 1:219 per Vasella ex Novartis, 1:194, per Orcel di UBS), nel senso anche di minacciosi, e che in fondo rischiano addirittura di svuotare di senso l’effettività reale di uno Stato di diritto democratico. Certo, lo Stato di diritto postula l’uguaglianza morale fra tutti i cittadini, ossia la loro pari misura di diritti e doveri, e non già immediatamente una loro egual misura in termini di beni e proprietà. Ma ciò non toglie che quando l’ineguaglianza del possesso e dei redditi minaccia l’eguaglianza morale dei soggetti di diritto, lo Stato di diritto per affermare se stesso dovrebbe intervenire con leggi limitative e ridistributive della proprietà, poiché l’ equilibrio proporzionale nella proprietà e nei redditi è un presupposto necessario per la conservazione dell’eguaglianza effettiva nei diritti. Non c’è che dire, l’1:12 ridà fiato, malgrado il dominio della magia nera, a una vera, forte e critica razionalità politica!

Pubblicato il 

06.11.13..

Edizione cartacea

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