“Non si fa politica con la morale”, diceva André Malraux, “ma nemmeno senza”. Figuriamoci contro la morale. Che cosa succede quando la questione morale viene cancellata dalla memoria collettiva di un paese? In Italia il primo segnale è il fossato sempre più insuperabile tra cittadini e politica, persino quando l’istituzione da scegliere è la più vicina al territorio, dunque controllabile. Al secondo turno per l’elezione dei sindaci in città importanti come Venezia, è andato alle urne meno della metà degli aventi diritto. Del resto, proprio nella Laguna il comune era commissariato e il sindaco del Pd in galera per lo scandalo del Mose. Perché meravigliarsi se il partito di Renzi, che pure aveva candidato un magistrato incorruttibile e di sinistra come Casson, è stato defenestrato e ha vinto la destra? La protesta, e/o la distanza nell’elettorato di sinistra si manifesta con l’astensione e, va aggiunto, la maggioranza dei molti voti dei grillini è rimasta a casa o ha scelto la destra. La quale destra gode di un elettorato che se ne fotte della morale.


A Renzi della fuga dalle urne non gliene frega niente, la sua idea di democrazia si basa sull’esclusione dei cittadini dalle scelte, sostituiti da una grande lobby politica, economica, editoriale, finanziaria che sceglie per tutti, destra e sinistra pari sono. È la “democrazia governante” in cui la governabilità sostituisce la partecipazione. Dopo aver spiegato che le sue picconate allo Statuto, alla Costituzione, alla scuola, al Senato sono “di sinistra”, Renzi ha detto che in questo voto «non sono stato sconfitto io ma la sinistra». Ogni commento sarebbe pleonastico.


“Capitale corrotta nazione infetta” era il titolo di un’inchiesta dell’Espresso nel ‘55. Nel ‘63 uscì il film di Rosi Le mani sulla città A che punto siamo oggi? Il peggiore della nostra storia. A Roma il potere reale è stato preso dalla mafia che controlla la politica: quella di destra (l’ex sindaco Alemanno, confortato dal “guercio” Carminati, squadrista fascista e banda della Magliana), di centrodestra e centro-centro (il partito di Alfano e l’Udc sembrano dépendances di Rebibbia), di centrosinistra (Buzzi, gran corruttore, ha trascinato mezzo Pd romano in galera). E controlla l’economia, con Legacoop (te le do io le società di mutuo soccorso) e Comunione e Liberazione. Si sono mangiati la capitale, hanno speculato su trasporti, mondezza, e soprattutto i migranti che «rendono più della droga». Il Giubileo sarà commissariato, e forse anche il municipio nonostante il sindaco Marino non abbia colpe, se non una non da poco: o sapeva e fingeva di non vedere, o non vedeva proprio quel che lo circondava, che è anche peggio. L’Expo milanese era nelle mani di una banda di delinquenti, del Mose abbiamo detto, potremmo aggiungere il senatore pugliese alfaniano che minacciava le caritatevoli suore anch’esse colluse: “Comando io sennò vi piscio in bocca”.


Enrico Berlinguer è morto da più di trent’anni, non ha lasciato eredi e la questione morale è stata seppellita con lui. “Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!”, scriveva Dante nel sesto canto del Purgatorio. Il male è antico, gli attori moderni e in quanto al nocchiero, sarebbe meglio che non ci fosse, come nella Divina Commedia.

Pubblicato il 

17.06.15..
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