"Congresso: assemblea di un sindacato o partito per stabilire la linea politica sindacale da seguire nel futuro". Questo dice il dizionario, ma é anche quello che si dovrebbe fare. Noi delegati sindacali chiamati a partecipare al prossimo congresso di Unia (dal 29 novembre al 1° dicembre) non possiamo permetterci il lusso di farne una sorta di funzione liturgica: non andiamo dunque a Zurigo solo per votare l'apparato dirigente ma per dire la nostra, soprattutto perché lo chiedono i lavoratori che ogni delegato rappresenta!

Da tempo noi lavoratori subiamo un attacco senza precedenti e senza esclusioni di colpi (più o meno leciti) da parte della classe dirigente (imprenditori e governi): richieste di lavoro gratuito, pagamento dei salari in euro, subappalti catena, caporalato e altre forme di sfruttamento della manodopera sono le "ricette" che ci impongono gli imprenditori, mentre i governi smantellano i nostri diritti sociali.
La nostra risposta é sempre ferma e dura, ma spesso troppo difensivista: non ci manca la forza di "attaccare", ma come lavoratori ci manca, durante e soprattutto dopo le lotte, la necessaria tutela dalle possibili ritorsioni sui luoghi di lavoro. Questo è un punto su cui si deve lavorare, altrimenti il futuro sarà nero.  
Il lavoro non ha più il valore di un tempo: i soldi si fanno con altri soldi,
con la speculazione sui mercati finanziari e con la leggerezza di giocatori di monopoly. Un sistema questo con cui non si crea lavoro per tutti, ma solo ricchezza per pochi. Per un sindacato che si rispetti come Unia, è dunque fondamentale lavorare per ridare valore e diritti a chi la ricchezza la produce con il sudore.
Al congresso di Zurigo, in cui saranno discusse le strategie del sindacato da qui al 2016, i delegati dovranno avere lo sguardo rivolto al futuro e dunque pensare non solo ai bisogni di oggi, ma anche a quelli di domani e di dopodomani.
Quello di maggiori tutele sui luoghi di lavoro deve sicuramente essere uno degli obiettivi prioritari della nostra organizzazione, perché il fenomeno dei licenziamenti abusivi è una piaga sociale che non colpisce solo i delegati e i militanti sindacali, a tutti i lavoratori. Al congresso di Zurigo ribadiremo dunque la necessità di introdurre anche in Svizzera l'obbligo di reintegro sul posto di lavoro di quei salariati che hanno subito un licenziamento abusivo accertato da un giudice.
Ma ho ancora una cosa da dire: proviamo a immaginarci come sarebbe più giusto
il mondo del lavoro se anche la Svizzera si dotasse di uno "Statuto dei lavoratori" a tutela della libertà e della dignità di tutti i salariati. A mio modo di vedere è tempo di cominciare a discuterne nel sindacato, partendo magari dalla costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc che elabori una proposta.
Vorrei che col congresso di Zurigo Unia si affermi come il sindacato di tutti i lavoratori in cui tutti s'identificano. Non dobbiamo vere paura di dire ciò che pensiamo: il lavoro é un nostro diritto, farlo bene é un nostro dovere, ma servono regole che ci tutelino.
Finiamola di considerare più importante chi produce ricchezza con il denaro di chi produce ricchezza con il lavoro!
Rimettiamo il lavoro al centro della politica e tuteliamo la dignità dei lavoratori!
Uniti si può! Buon congresso a tutti.

Pubblicato il 

09.11.12..

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