Nelle prossime settimane porterò i miei allievi a visitare l’Expo di Milano.
Sono soprattutto ragioni professionali quelle che mi hanno indotto a proporre alle ragazze e ai ragazzi queste visite. I miei allievi infatti seguono una formazione nell’ambito delle professioni legate al verde e quindi molto vicine o addirittura sovrapposte alle tematiche proposte all’Expo. L’occasione era quindi professionalmente troppo importante per lasciarsela sfuggire. Nonostante ciò, di fronte a questa proposta di visita di studio, ho incassato accesissime contestazioni, come non mi capitava ormai da molto tempo!


E anche le discussioni che ne sono seguite sono state molto più animate e “appassionate” rispetto al solito. Vi era infatti in diversi miei allievi un radicalismo totale e un rifiuto a tutto campo dell’Expo. Per loro infatti il malcostume politico, finanziario ed etico che avevano visto giostrare attorno a questa manifestazione era inaccettabile e quindi l’Expo era da rifiutare, senza appello alcuno.


Da questo è nata una vivace discussione su cosa voglia dire opporsi ad un’idea, ad una manifestazione come questa, a qualsiasi cosa in generale e quale debba essere l’atteggiamento corretto da tenersi nei confronti di questo “qualcosa”. Dopo diversi botta e risposta tra loro (soprattutto, e semplifico grossolanamente, tra i “leghisti”, che rifiutavano la cosa per chiusura nei confronti degli altri, e gli “anarchici”, che rifiutavano invece l’Expo perché simbolo del potere economico), tutti insieme sono arrivati a chiedersi se la chiusura e il rifiuto totale possano essere strumenti utili per fare un’opposizione seria e se la paura della conoscenza sia accettabile. Se mi permettete: BELLISSIMO! E le loro conclusioni condivise mi hanno riempito di gioia!


Soprattutto i più agguerriti contro l’Expo sono infatti arrivati ad affermare in modo direi sereno che la conoscenza e la curiosità sono sempre e solo utili. Anche per opporsi a qualcosa! Perché solo conoscendo, per quanto possibile al meglio, si può argomentare e sostenere con forza le proprie ragioni sia contro, sia a favore di qualcosa.


Per questo abbiamo deciso insieme di preparare al meglio la nostra visita all’Expo, certamente per i suoi contenuti professionali (di cui mi occuperò io), ma anche raccogliendo documentazione sulle implicazioni etiche, sull’ipocrisia di una simile manifestazione tra i contenuti proposti e gli sponsor che sostengono l’Expo, sulle speculazioni/mangerie sviluppatesi attorno alla nascita e la costruzione dell’Expo stessa.
Perché poi tutti noi si possa, magari su fronti molto diversi, esprimere una criticità fortemente consapevole sull’Expo, con argomenti validi in mano. Alla fine, credo che tutti verranno all’Expo. Se così sarà, sarò molto contenta.


Una curiosità per concludere: due di questi ragazzi avevano annunciato la loro intenzione di partecipare alla manifestazione del 1° Maggio a Milano. Oggi ho chiesto loro come era andata. Il racconto è stato molto breve: sono stati fermati in dogana ed è stato negato loro il permesso di recarsi a Milano.

Pubblicato il 

06.05.15..
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