Il prossimo 19 dicembre in tutto il mondo si rinnoveranno (con ben cinque anni di ritardo!) i Comitati degli italiani all’estero (Comites), cioè quegli organismi che rappresentano le comunità italiane a livello di Circoscrizione consolare. Purtroppo queste elezioni si tengono in "zona Cesarini", come si direbbe in gergo sportivo, poiché l’ultimo rinvio per il rinnovo di questi organismi rappresentativi delle comunità italiane all’estero aveva, appunto, fissato la scadenza del 31 dicembre 2014. I tempi per l’organizzazione di queste elezioni sono quindi strettissimi poiché alla scadenza del 19 dicembre mancano ormai poco più di due mesi ed oltretutto il Ministero degli Affari Esteri (Mae) per far partire del tutto la sua macchina organizzativa ha dovuto attendere l’approvazione definitiva del decreto legge che regolerà queste elezioni.


Ed è un bel guaio per la funzionalità della rete del Mae anche perché coloro che desiderano votare per rinnovare i Comites, con la nuova normativa, devono preiscriversi nell’Albo elettorale dell’Ufficio consolare italiano di riferimento entro trenta giorni dalla data delle elezioni, quindi entro il 19 novembre. Dopo di che il plico elettorale per esprimere il voto per corrispondenza -contrariamente al passato- verrà inviato solo ai cittadini italiani che avranno provveduto ad iscriversi nel citato Albo elettorale.


Morale, continuo a pensare che avevo ragione a denunciare la ristrettezza eccessiva del tempo a disposizione per l’organizzazione di queste elezioni entro la scadenza del prossimo 31 dicembre. Elezioni che, peraltro, cadranno proprio nell’ultimo fine settimana (19 dicembre) che precede la festività di Natale. Ovvero un periodo di tempo in cui, notoriamente, tutte le persone e le famiglie -anche in emigrazione- hanno altro a cui pensare come, per esempio, ai regali, all’albero di Natale, al presepio, al pranzo natalizio o mettersi in viaggio per trascorre le feste natalizie e di fine anno con i parenti in Italia.


Ma ormai la data, sia pure infelice, è stata fissata perché, ci è stato riferito, che non era possibile spostare le elezioni dei Comites alla prossima primavera in quanto non ci sarebbe stata alcuna garanzia di un loro finanziamento nel bilancio dello Stato del 2015, data la situazione economica e finanziaria che sta vivendo l’Italia. Con il rischio che probabilmente non si sarebbe votato neppure nel 2015. Finanziamento che, invece, il ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini ed il sottosegretario Mario Giro, sollecitati dallo stesso Cgie, sono riusciti a trovare in questo esercizio finanziario per mantener fede all’impegno di far tenere queste elezioni entro il 2014, dopo ben tre rinvii, nonostante le manovre di risparmio messe in atto in questi ultimi mesi dal governo di Matteo Renzi.


Quindi nel variegato mondo dell’emigrazione italiana ci si deve rimboccare le maniche, nonostante tutti i problemi ricordati, affinché le elezioni abbiano il necessario successo di partecipazione al voto. Soprattutto da parte dell’associazionismo (la UIM è già operativa a livello informativo e nel sollecitare le preiscrizioni) e di quanti altri vi operano attivamente come gli stessi patronati che quotidianamente sono in contatto con gli emigrati anche se questo infastidisce notoriamente qualche parlamentare eletto all’estero che da anni combatte una stantia e personale battaglia contro i sindacati ed i patronati.


Comunque il pensiero che l’Italia e gli italiani riescono a fare le cose migliori proprio quando sono messi alle strette e si trovano con l’acqua alla gola come in questa circostanza mi rende ottimista, tanto da ritenere che, alla fine, la partecipazione al voto sarà quantomeno decorosa. A meno che..... questa non sia la solita eccezione che conferma la regola: incrociamo le dita!

Pubblicato il 

09.10.14..

Edizione cartacea

..
..
..
 
..
Nessun articolo correlato
..
..
.. ..